Oliver: ecco cosa è successo al cavallo di Messina

Purtroppo, anche se l’uomo non ha più bisogno della forza degli animali per spostarsi, ancora oggi ci sono persone che traggono profitto dallo sfruttamento di animali da traino, come cavalli, asini. Fanno loro tirare

Carrozzelle per permettere ai turisti di godersi il panorama al galoppo. La pratica va avanti ormai da decenni, nonostante molti animalisti sono contro lo sfruttamento di questi poveri animali. Anche in questi giorni di caldo record, questi poveri animali lavorano senza sosta. Vengono sottoposti a stress psico-fisico davvero notevole, ed è proprio questo ad ammazzare il povero Oliver, crollato a terra col cuore spezzato dalla fatica.

Oliver si è ritrovato a trainare la carrozzella carica di turisti. Alcune volte, la carrozzella, raggiungeva un peso totale di 800 kg! Ovviamente, più gente ci saliva, più guadagnava il suo padrone. Oliver ha retto finché ha potuto, ma dopo il suo ultimo viaggio non ce l’ha fatta. È caduto, stramazzato al suolo. I passanti presenti, sono intervenuti quanto prima per provare a rianimare il cavallo, anche gettandogli dell’acqua fresca, purtroppo non c’era più niente da fare per il povero equino. Il suo cuore era letteralmente esploso. Tutto è accaduto vicino alla Facoltà di Veterinaria di Messina, dove i volontari dell’ENPA hanno deciso di trasportare il corpo dell’animale.

Piera Rosati, il presidente di LNDC, ha detto: “Persino il Corriere della Sera ha dedicato un editoriale in prima pagina alla barbara fine dell’equide costretto a lavorare nell’estate più torrida del secolo su e giù per sollazzare i turisti e far visitare le bellezze del luogo. Quando finirà questo sfruttamento incivile, indegno e contrario sotto ogni forma al rispetto del benessere animale?”

Rosati non si ferma qui e punta ancora il dito contro chi sa e non fa niente perché tutto questo non abbia più luogo: “nel nome della tradizione, a cui tutto è permesso. Come è possibile che davanti ad una così palese situazione fuori dal tempo e dalla storia, la veterinaria pubblica resti a guardare? Da una parte ci fa piacere che l’assessore comunale all’Ambiente, con delega al Benessere degli animali, Daniele Lalacqua, come apprendiamo da fonti di stampa, abbia inviato una lettera all’ospedale veterinario, all’Azienda sanitaria provinciale e alla Polizia municipale. Ma il cavallo, anzi, i cavalli che girano ancora sull’asfalto rovente c’erano anche prima.”

La Presidente termina il suo attacco, con un invito alla riflessione: “Il Comune ora vuole accertare la morte dell’equide, compresa la responsabilità del reato di maltrattamento. E si cerca, anche se tardivamente, di sostituire questo criterio di divertimento umano con botticelle elettriche, in nome di un paese che ama definirsi civile. Meglio tardi che mai, purché si faccia presto e si tolgano i paraocchi a chi ha sempre visto e taciuto sulla consuetudine di trattare i cavalli come parco giochi a qualsiasi condizione, oggetto di crudeli riti al traino di tradizioni con profilo penale tollerate da amministratori e da chi deve garantirne il benessere”.

Speriamo che la morte improvvisa di Oliver possa cambiare finalmente le cose.